battaglia di Isso al museo archeologico di Napoli
16-10-2021

La pittura nell'antica Grecia

L'arte dimenticata della Grecia antica

Nell'immaginario dell'arte dell'antica Grecia la pittura sembra giocare un ruolo minore rispetto all'architettura e alle celebri sculture, ma è davvero così? In verità, sappiamo che i pittori godevano dello stesso prestigio degli scultori se non addirittura maggiore, grandi dipinti ornavano le sale dei palazzi, ma purtroppo noi possiamo solo immaginare quella meraviglia. Conosciamo la pittura greca soprattutto grazie alla pittura vascolare che non può essere una valida rappresentante della loro maestria, dunque ecco spiegato il perché della poca considerazione moderna verso questo ramo dell'arte dell'antica Grecia.

La pittura vascolare

Diverse tipologie di vasi

Quando si parla di vasi greci, non dobbiamo considerarli solamente come prodotti artistici, ma è bene ricordarsi che i vasi avevano un utilizzo pratico importante nella vita quotidiana e nel commercio. Infatti, I vasi greci sono stati ritrovati sparsi in tutto il Mediterraneo, segno di quanto importanti fossero questi strumenti per il commercio. Dovendo sopperire a diverse necessità pratiche, è quindi naturale che esistano diverse forme per servire diversi scopi.

Come nella scultura e nell'architettura, anche l'arte vasaia greca utilizzava i rapporti matematici per definire le diverse proporzioni. I rapporti più comuni sono L' 1:1 dove dunque il vaso può essere inscritto in un quadrato, ed 1:1,618 rapporto noto anche come "Sezione Aurea".

alabastron aryballos
Alàbastron e Aryballos

Vasi di piccole dimensioni usati per unguenti preziosi e olii. L'alabastron prende il nome dall'alabastro, pietra con cui si fabbricano vasi in nord africa, lungo e stretto spesso con un'imboccatura piatta da usare per spalmare con più facilità l'unguento sulla pelle. L'Aryballos ha uno scopo simile, ma il corpo ha una forma più sferica. Spesso questi vasi sono privi di base ed erano appoggiati su cavalletti realizzati con metalli preziosi. Date le dimensioni, su questi vasi erano spesso raffigurati soggetti singoli invece di scene con più personaggi.

pyxis
Pyxis

Vaso "portagioie" di piccole dimensione. Veniva usato per riporre gioielli o oggetti preziosi.

Kàntharos
Kàntharos

Coppa usata per bere il vino nei banchetti. Di piccole dimensioni e con a lato due manici ricurvi.

Kylix
Kylix

Coppa larga e piatta tipicamente usata per bere il vino. Il fondo reca spesso un disegno rivolto verso il bevitore. Il disegno, mostrandosi solo dopo aver finito il vino aveva solitamente a che fare con l'ebrezza.

Olpe
Olpe

La moderna "brocca" di notevoli dimensioni e con un manico ed un beccuccio posti per aiutare a versare il vino. Il suo scopo era infatti quello di raccogliere il vino dal cratere per poi distribuirlo nelle coppe.

cratere
Cratere

Un grosso vaso dall'imboccatura larga, serviva a mescolare il vino all'acqua prima di servirlo nel simposio. Le ampie superfici laterali si offrivano bene a complessi disegni con molti personaggi.

Anfora
Anfora

Un grosso vaso dall'imboccatura larga, serviva a mescolare il vino all'acqua prima di servirlo nel simposio. Le ampie superfici laterali si offrivano bene a complessi disegni con molti personaggi.

Vasi a figure nere

La tipologia di pittura Vascolare più antica è quella delle figura nere dipinte sullo sfondo rossastro dell'argilla. Le figure erano dipinte con una vernice composta da argilla finissima ed acqua che una volta cotta diventava scura e permanente. I dettagli interni venivano poi creati graffiando la superficie con un punteruolo. I disegni così ottenuti hanno contorni netti, i personaggi sono di profilo e la scena appiattita.

vasi a figure nere conservati Benaki Museum, Athens, Greece

Vasi a figure nere conservati al Benaki Museum, Atene

Vasi a figure rosse

Ad Atene verso la fine del VI secolo viene inventato un nuovo procedimento, si ricopre interamente il corpo del vaso di vernice nera lasciando scoperte le parti interne alle figure. Si aggiungevano poi dei dettagli con un pennellino e altra vernice. In questa fase è più comune che le figure dell'artigiano e del pittore siano distinte, per questo i vasi vengono anche firmati doppiamente dai due artisti. Oltre alla vernice nera, si aggiungevano anche dettagli con un pigmento rosso acceso. Usare un pennellino sottile invece di un punteruolo crea delle linee più modulate e meno nette, per questo, le raffigurazioni così ottenute risultano più raffinate e dettagliate.

vasi a figure rosse

Vasi a fondo bianco

Una tipologia meravigliosa, ma spesso tralasciata è quella dei vasi di ceramica bianchi che vengono interamente dipinti a pennello. In questo caso non vi è presente un contrasto tra lo sfondo e l'interno delle figure con la linea che funge da unica demarcazione tra i due piani.

vasi antica grecia di ceramica a fondo bianco

I più celebri pittori della Grecia antica

Oggi abbiamo modo di conoscere direttamente la pittura Greca grazie a diverse fonti che consistono principalmente in affreschi, mosaici e i celebri vasi dipinti. Tra gli esempi di affreschi più suggestivi e meglio conservati troviamo quelli raffigurati sulle pareti delle tombe dell'antica Pestum, importante città della Magna Grecia, tra tutti, i più conosciuti sono sicuramente quelli contenuti nella tomba del tuffatore:

Sulla sinistra si vede un uomo intento a giocare al Kottabos, antico gioco che consisteva nel colpire un bersaglio con l'ultimo vino rimasto dedicando il lancio ad un amato.

tomba del tuffatore pestum

Come avviene per la scultura, anche per la pittura dobbiamo ringraziare la passione dei romani verso l'arte greca, passione che li ha portati a realizzare numerose copie di opere famose che sono arrivate fino a noi. Nella casa del Fauno a Pompei è presente un mosaico realizzato intorno al 100 a.C. che è probabilmente la copia di un dipinto risalente al IV-III secolo a.C. attribuito a Filosseno di Eritrea. Il Mosaico raffigura la Battaglia di Isso ed è presente sulla sinistra Alessando Magno intento nella battaglia contro Dario III di Persia raffigurato sulla destra.

battaglia di isso

Battaglia di Isso, mosaico ritrovato nella Casa del Fauno a Pompei

Nonostante queste fonti dirette, alcuni dei più celebri artisti che hanno operato nella Grecia antica li conosciamo solamente grazie alle testimonianze dei loro contemporanei che ne hanno descritto le qualità e i diversi stili. Tra i più antichi pittori che conosciamo vi è Polignoto di Taso vissuto nella metà del V secolo a.C. citato da Plinio il Vecchio nella sua "Storia Naturale" come un abile pittore:

"Per esempio, Polignoto Tasio, che fu il primo a dipingere le donne in una veste traslucida, coprì le loro teste con turbanti multicolori, e fu il primo a riunire una grande quantità di quadri, perché cominciò ad aprire la bocca, a mostrare i denti, e a variare la sua volontà dall'antica rigidità."

Sempre Plinio il Vecchio ci parla di Parrasio, il cui stile è associata alla scultura del famoso Fidia (scultore della colossale Atena Parthenos, Statua principale del Partenone alta più di 12 metri). Parrasio è stato, secondo le fonti, il più abile maestro nel definire con il solo utilizzo delle linee, la plasticità dei corpi e dei loro volumi.

In un'altra direzione sembra invece andare l'arte di Zeusi, pittore lucano della fine del V secolo. Di lui parlano Quintiliano ed Aristotele, dalle cui parole evinciamo che nella sua pittura comprendeva effetti di chiaro-scuro, una composizione complessa e una grande inventiva.

Zeusi è protagonista di una celebre leggenda secondo cui, desideroso di raffigurare Elena, si fece portare le cinque ragazze più belle di Crotone per copiare di ognuna la caratteristica migliore.

vincent zeusi
Scritto da Stefano Vivaldini
“Piove” di Eugenio Montale “Piove” di Eugenio Montale

Inquietudini e disillusioni di un passato attuale