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Arte

L'arte orafa etrusca

I gioielli etruschi e le tecniche dell'oreficeria

Gli Etruschi furono un popolo vissuto tra il IX secolo e il I secolo a.C. in una parte estesa del territorio italiano, più precisamente dall'attuale Veneto meridionale e Lombardia sud-orientale fino ad alcune aree della Campania passando per Lazio, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna. Ma oltre alle doti militari che gli permisero di espandersi così tanto, la civiltà etrusca si distinse per un'importante produzione artistica nata durante il periodo villanoviano (900-720 a.C) e successivamente sviluppata grazie ai continui scambi commerciali con i Greci.

Gioielli etruschi

Uno degli elementi più distintivi degli Etruschi fu la dedizione ai piaceri della vita con una continua tendenza al lusso e all'eleganza, infatti, fu così che per soddisfare questo bisogno nacquero e fiorirono le opere d'arte orafa volte a esibire e ostentare la ricchezza dell’aristocrazia dell’epoca.

vetrina con gioielli etruschi ritrovati: collana, orecchini ed anelli

In particolare, dall'VIII secolo l'oro iniziò ad essere lavorato per la realizzazione di fibule (nome latino della spilla o fibbia) e vari ornamenti personali come gioielli, bracciali, orecchini e collane.
Tuttavia, prima degli Etruschi, le testimonianze dell'epoca dimostrano che le oreficerie furono realizzate con le stesse tecniche usate per il bronzo (forgiatura a freddo, getto, incisione, stampaggio e punzonatura) e da questo possiamo inevitabilmente dedurre che non ci fossero orafi specializzati, ma piuttosto artigiani metallurghi che, in modo indifferente, lavoravano metalli o leghe diverse.

copertina del Myricae di Giovanni Pascoli

A proposito di Arte Etrusca:

L'arte degli etruschi

Un libro illustrato sull'arte etrusca

Fu infatti nell'età detta "orientalizzante" (720–580 a.C.) che, attraverso la creazione di raffinati gioielli, gli etruschi portarono a perfezione la tecnica della granulazione.
Dal punto di vista stilistico i protagonisti furono i motivi orientali d'ispirazione egiziana e successivamente vennero introdotti anche elementi floreali.
Il virtuosismo tecnico tanto esaltato insieme alla cura delle microscopiche decorazioni (ottenute con micro saldature) caratterizzano i gioielli etruschi ritrovati più delle forme e dei motivi floreali e ornamentali.

Coppia di orecchini etruschi ritrovati

Questa ossessione per l'estrema raffinatezza nella costruzione dei gioielli è stata possibile per due motivi principali: un'importante richiesta di gioielli e manufatti prestigiosi da scambiare sul mercato marittimo, non solo per la materia prima di per sé, ma per le tecniche d'oreficeria che gli etruschi svilupparono nel miglior ambiente possibile ovvero all'interno di botteghe specializzate, probabilmente veri e propri corporazioni di mestieri.

Questa coppa, ritrovata nella tomba di Bernardini di Preneste, testimonia l'esistenza di corporazioni (intese come un raggruppamento di professionisti del settore) grazie alla seguente incisione: "appartenente a (il gruppo/corporazione dei) fonditori".

Coppa “fenicia” d'argento dorato con raffigurazioni di tori e cavalli. Risale alla fine dell'ottavo secolo ed è stata ritrovata nella Tomba Bernardini.

Oreficeria etrusca: tecniche e strumenti

Le tecniche che caratterizzano l'arte orafa etrusca si basano essenzialmente sull'utilizzo di due strumenti principali: le lamine e i fili.
Innanzitutto, venivano costruite le lamine d'oro, spesse fino ad un decimo di millimetro, con un lungo e minuto procedimento di martellatura. Successivamente, dalle lamine ricavavano tutti gli altri strumenti, infatti, i fili molto sottili erano ottenuti dalla torsione e compressione tra un piano rigido, come ad esempio il marmo, e una sottile striscia di lamina.
A loro volta, questi fili, con la tecnica dell'intreccio, venivano ulteriormente lavorati per ottenere gli elementi principali della filigrana che successivamente venivano fissati su un altro materiale, anch'esso prezioso.

A partire dal IV secolo nacque la tecnica della godronatura che consiste nel far rotolare i fili più spessi (circa 1 millimetro) pressandoli perpendicolarmente con una lama a una o più solcature longitudinali, dando così origine ad una serie di incisioni di tipo sia lineari che perlinate.

orecchino d'oro etrusco

La tecnica dello stampaggio

Tramite la lamina ottenevano la stampa delle più dettagliate decorazioni che appunto caratterizzano tutti i gioielli etruschi ritrovati. Questa tecnica detta dello stampaggio è volta ad esaltare la forma e il volume dell'oro usandone la minima quantità e traendone dunque il vantaggio del risparmio. Infatti, prevedeva la battitura dei punzoni dalle teste decorate su materiale non troppo rigido (come la pece o il piombo) e la figura stampata, una volta ritagliata, veniva saldata sul gioiello.

copertina del Myricae di Giovanni Pascoli

A proposito di Arte Etrusca:

Gli etruschi

Di questa tecnica veniva praticata anche una variante che consisteva nell'utilizzo di blocchi di bronzo o pietra con delle raffigurazioni in negativo da un lato, così, quando la lamina d'oro vaniva pressata sopra, riportava il segno positivo dell'oro.

La granulazione

La granulazione è la tecnica più complessa e affascinante che caratterizza l'arte orafa etrusca. Questa consiste nel saldare micro granuli d'oro (piccole sfere) sulla lamina, preferibilmente in oro, sagomata secondo la decorazione che si voleva dare al gioiello.

orecchino d'oro etrusco ritrovato costruito con la tecnica della granulazione

La Brasatura forte

La tecnica della brasatura forte veniva applicata in due casi: quando il giunto doveva reggere delle importanti sollecitazioni, oppure quando l'altissima temperatura necessaria per saldare era molto rischiosa.

💡 Lo sapevi? Nell'oreficeria tartessica ("area culturale di Tartesso", attualmente sud della Spagna) la brasatura venne usata anche per la granulazione ma questa non raggiunse mai l'eleganza e la perfezione dell'arte etrusca.

La Saldatura autogena

Un'altra importante tecnica di saldatura è quella autogena utile a saldare gli anelli più piccoli per poi formare le catenine.

prezioso ciondolo d'oro etrusco

I gioielli etruschi ritrovati

Tra i gioielli etruschi ritrovati vi sono quelli della Tomba del Littore di Vetulonia, scoperta nel 1897. Infatti, a fianco agli scarsi resti ossili dell'uomo, ciò che si è ben preservato è un corredo di gioielli d'orati deposto in una cassetta. All'interno di questa vi erano: una coppia di bracciali ("armille"), fermatrecce, una collana in vaghi di lamina d’oro, una fibula a sanguisuga e una fibula a drago (chiamate così per la forma dell’arco).

Uno dei gioielli più affascinanti di questa collezione è il seguente spillone in oro.

Caratteristica principale è la testa dalla forma sferica decorata con la rappresentazione di animali (reali e fantastici), tema molto comune durante il periodo "Orientalizzante" (seconda parte dell'VIII secolo a.C.) in Etruria e in Grecia.

Tra i gioielli etruschi ritrovati: spillone d'oro con la testa a forma sferica decorata da animali reali e fantastici
Scritto da Roberta Gennuso
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